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Il nostro Sannio

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L'alluvione che ha colpito Benevento e il Sannio nella notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre ha messo in ginocchio famiglie e tessuto produttivo della provincia sannita che, soprattutto grazie ai social, ha fatto scattare la solidarietà da ogni parte del nostro Paese. Ma una volta passata l’onda emotiva cosa accadrà delle aziende, molte delle quali a conduzione familiare, operanti nella provincia di Benevento?

Il Fiduciario di Slow Food Benevento Giancarlo De Luca, ci parla di una città incredula e che, seppure erede della fierezza del popolo sannita, si è sentita colpita dallo sconforto più grande. Ci racconta delle tante aziende colpite e ci dice che non possono restare inascoltate le voci dei produttori di Contrada Pantano, uno dei quali anche tenace testimone della Comunità del Cibo dei Grani Antichi delle Colline Beneventane che ha perso l’intero raccolto di Romanella.

Non va meglio la situazione in Valle Telesina. «I danni alla Cantina Sociale di Solopaca che mette insieme 600 soci – ci narra Luigi Cutillo, Fiduciario Slow Food Valle Telesina, che è stato volontario in prima fila nei giorni dell’emergenza - sono la punta dell'iceberg di un dramma che ha colpito piccole e grandi aziende vitivinicole, distruggendo gran parte dei vigneti e mettendo a rischio anche la vendemmia per chi aveva atteso ancora qualche giorno prima di raccogliere l'uva».A tale proposito un viticoltore di Ponte, uno dei paesi più colpiti dall’alluvione, ci dice: «Giovedì 15 Ottobre ci siamo svegliati al suono di queste parole: Abbiamo finito di raccogliere l’uva… per i prossimi 3 anni. La furia dell’acqua ha spazzato via le nostre vigne.Facendo un primo calcolo spannometrico ed assumendo quindi in 50 ettari la superficie di vigneti “cancellati” dalla esondazione possiamo quantificare in due milioni di euro i danni all'agricoltura della sola contrada Piana».

La situazione nel Fortore, come racconta Maria Grazia Marchetti, Fiduciaria Slow Food Tammaro Fortore è stata poi critica soprattutto per i problemi infrastrutturali che hanno causato anche difficoltà di soccorso e di messa in salvo di molte piccole aziende operanti sul territorio. «Annalisa Gagliardi – ci racconta Maria Grazia – ha perso tutto: i suoi genitori sono entrambi contadini a San Giorgio La Molara e la loro azienda è stata completamente sopraffatta dall’acqua: capannoni, animali da bassa corte e i terreni produttivi di tabacco e granoturco sono stati annientati in una sola notte».

«Quanto accaduto è l'Apocalisse», sintetizza Michele Frattasi, Fiduciario Slow Food Taburno, che racconta di zone irraggiungibili come Castelpoto, paese del Presidio della salsiccia rossa. E ci parla di diverse comunicazioni intraprese da giovedì mattina, per richiedere visite in azienda ma soprattutto di mobilitarsi. «Mi ha toccato molto sentire parlare di animali da allevamento annegati a Campoli e di giovani vigne perdute tra Foglianise, Vitulano e Cautano. Ora dobbiamo fare qualcosa!»

Sì, dobbiamo fare qualcosa. Dobbiamo chiederci cosa accadrà domani, ora che molti terreni erano già letti di semina per il grano, che le strade interpoderali sono divenute inesistenti e le viti non esistono più. Dobbiamo agire affinché sia finalmente rimessa in sesto la politica di regimentazione delle acque totalmente abbandonata a se stessa per motivi meramente economici. Dobbiamo dare voce agli operatori economici territoriali che intendono vivere del frutto del proprio lavoro.

Iniziamo da oggi ad accendere le luci sulle produzioni di Benevento e del Sannio. Iniziamo da oggi a mettere in moto la nostra filiera Buona Pulita e Giusta per far ripartire il Sannio, anzi per consentire al Sannio di non fermarsi!

Slow Food Campania è già attiva in queste ore per comprendere quali siano le situazioni dove in maniera più significativa è possibile fornire un contributo. La rete delle condotte di Campania e Basilicata è già all’opera e si sta adoperando per aiutare le realtà del Sannio che vedono fortemente compromesso il lavoro di generazioni intere.

Una sezione del sito di Slow Food Campania è a disposizione di quanti vogliono lanciare un appello, segnalare una storia o semplicemente comunicare un’ iniziativa di solidarietà.

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